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Le immagini su cellotex sono di Alberto
Burri, negli Essiccatoi di Città di Castello. Raccontano
qualcosa che trascende il mercato globale e la moda, ma anche
il dramma esistenziale e l’engagement.
Quando scrivo tento d’ispirarmi a lui.
Sotto un cielo lontano, il mio primo romanzo, fu pubblicato
nel ‘97 da Editoriale Umbra, poi sono venuti i tre con
le Edizioni e/o di Roma, il lago (2003), Braccio da Montone
– Vita d’un capitano di ventura (2004) e Afa (2007).
Fra i molti inediti, Nuvola Rossa dovrebbe uscire nella prima
metà del 2010. Mi sembra che questi scritti non siano
catalogabili in un genere, non politicamente corretti, non
neri né gialli né rosa, non porno né
verecondi, non drammatici né comici. Quanti non! Meglio
che giudichi il Lettore. Io posso solo dire che inseguo una
bellezza mutevole e profonda, bellezza che si ostina, scompare
e riappare, sbaragliando le brutture come un fungo argenteo
nato sul compost. Vorrei restare indenne da confessionalità
e ideologia, da schematismi e cultismi, ma soprattutto da
astuzie commerciali e intrattenimento balneare. Infine, confesso
di detestare la confusione tra giornalismo, politica e letteratura.
Ecco, vorrei semplicemente raccontare, narrare, condividere
le emozioni, giocare su riflessi e riflessioni. Il linguaggio,
ho scelto che sia al servizio delle storie |