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A sette anni lessi Le mie prigioni, poi mi sgorgò dal piccolo
cuore un verso che definiva mia madre "una fontana di sorriso", infine vinsi 500 lire della Cassa di Risparmio con un temino come si deve. Si gridò al miracolo: precoce e fulminante carriera letteraria? Macchè, traiettorie borghesi. E dire che ero nato il 29 giugno, lo stesso giorno di Giacomo Leopardi (e qualche anno dopo Gianni Morandi), nella bella Perugia battuta dalla tramontana. Famiglia autoctona, laica e benestante, mamma napoletana fan di Roberto Murolo. Se non bastasse, rimasi figlio unico e frequentai le Montessori.
Continuai a leggere, e a disegnare, comporre poesiole, racconti d'avventure, addirittura canzoni alla De Gregori.
Creatività? Ma chi non ce l'ha! Eppure la mia esistenza si dipanava senza scapigliatura (oltre tutto mi venne presto
a mancare la materia prima): orribilmente sano, sportivo, ligio al dovere, poche e clandestine inclinazioni devianti.
Con precocità allarmante divenni marito, padre e avvocato, rimediando un ingaggio dalla Regione e maneggiando benino
la tecnica legislativa. |
Arrivato ai fatidici quarant'anni decisi di scrivere "sul serio".
Un primo abbozzo di romanzo. dopo poco tempo fece schifo persino a me. Non mollai. Buoni consigli,
buona volontà, una dose di autolesionismo, maneggiai i miei impasti di materia verbale fino a tirar fuori qualcosa
che mi pareva presentabile. Infatti collezionai una decina di lettere-rifiuto standard. Ma continuai a scrivere come
un invasato, incompreso, tignoso, vagamente titanico. Intanto studiavo i meccanismi crudi dell'editoria nostrana, mondo
poco ospitale verso chi non ha avuto successo in tv, magari come pornodiva o serial-killer. Finalmente, nel 1997,
un editore serio ma a distribuzione limitata fu così magnanimo da pubblicarmi un romanzo. Andò benino, tanto che dopo "soli"
sei anni riuscii a fare il cosiddetto salto, pubblicato dalle Edizioni e/o di Roma, molto di nicchia, cosmopolitane e fin
troppo progressiste L'esordio fu ok, tanto che snocciolammo altri due romanzi nel 2004 e nel 2007.
Detto questo e taciuto del resto, risponderò ad alcune domande che nessuno mi ha fatto. Segno zodiacale cancro, ascendente
acquario. Vivo a Capocavallo, un posto di campagna tra Perugia e il lago Trasimeno. Gli hobbies? Ciclismo,
viaggi semiavventurosi e agricoltura. Dieta mediterranea, olio e vino di casa. Colore? Il verde inglese.
Quercia, magnolia, glicine. Melanzana. Predilezione per gli animali e le auto fuoristrada.
L'autunno mi seduce, amo la mia terra, le radici, le pozzanghere, la vecchia casa di famiglia coi suoi allocchi
lamentosi e gli scoiattoli. Spesso ho bisogno del mare, ma rigorosamente fuori stagione: l'isola di San Nicola,
Vernazza, Castro, Ravello. Allergico, un pizzico anarchico, agnostico, asociale, apparentemente anaffettivo,
attratto fatalmente dalla femminilità. Musica varia, Puccini, Elvis Costello, Battisti/Mogol, Bill Evans, Mozart, Debussy.
Tanto cinema, con Orson Welles, De Sica e Stanley Kubrik su tutti.
Per finire, ecco la mia "formazione" letteraria: Gadda, Simenon, Mann, Verga, Faulkner, Guimarès Rosa, Flaubert,
Cechov, Mc Carthy, Nabokov, Céline.
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